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Erto scarica gratuitamente il libro fotografico su Erto e la Val Zemola

foto di Sergio Poletto - Sacile 2007

- parte prima : le case di Erto
- parte seconda : dettagli ad Erto
- parte terza : alberi ad Erto ed in Val Zemola
- parte quarta : montagne ad Erto ed in Val Zemola
- parte quinta : panorami in Val Zemola e Duranno




Sembra un paese abbandonato a se stesso, caduto in rovina, senza speranza;
ma la vita è lì: dietro a quei muri di pietra tutto si sta destando.
Le case prendono forma, timidamente i suoni del risveglio invadono le strette vie.
E' un piacere scoprire le case, i dettagli, gli alberi che circondano Erto,
camminare lentamente per le vie scoprendo i segni lasciati dalle generazioni,
scalare le montagne per assaporare gli infiniti orizzonti,
ascoltare il silenzio dei suoi boschi.

Sergio Poletto

La forza evocativa della fotografia sollecita quesiti che spesso toccano le corde dell'anima, siamo spettatori attivi, improvvisamente chiamati a vivere con nuovo impulso per realizzare ciò che di meglio fa parte di noi.
Abbiamo la possibilità di farci coinvolgere in un sogno lasciando spazio al silenzio per far risuonare la musica della natura, dell'essenzialità delle cose, mète così tanto agognate da risultare quasi surreali.
Eccoci allora, accompagnati da uno sguardo sapiente su una realtà di confine come quella proposta su Erto; è la mano del fotografo che imprime un taglio sobrio e delicato e contemporaneamente si sporge fin sul limite a catturare con discrezione elementi di vita quotidiana.
Non si sorprenda il visitatore delle pennellate su particolari così variegati e scarni, la montagna vive l'antitesi forte della tradizione celata tenacemente e del moderno che svuota e disabita.
Si frammentano i già ardui sentieri di montagna, si interrompono i passaggi tra le generazioni, ecco che allora ci si aggrappa come amanti gelosi ai sogni, a quella striscia di cielo imprigionato in un filo azzurro per essere, ancora nell'indissolubile legame tra cielo e terra nell'attesa che la mano avvolgente e delicata trasformi le asperità imprimendo marchi indelebili di vita.

Macchie di colore, variopinti lampi di luce, delicate pennellate di verde si rincorrono sui confini del mondo. Appena più il là il vuoto, come una lacerazione, uno squarcio, una cicatrice dell'anima permeata di sofferti ricordi.
E' il contrapporsi continuo del faticoso andare che a volte si manifesta nella durezza con prove apparentemente insormontabili e altre invece si nasconde nel sussurro lieve e armonioso della brezza estiva.
Vi sono vie e sentieri che conducono oltre il baratro orientandoci verso un punto lontano dove il crepuscolo, ancora confuso agli umori della notte, si apre alla scoperta della profondità dell'animo umano e alla ricerca dell'infinito.
Sono gli stessi percorsi che portano all'incontro di mondi diversi, capaci di evocare geometrie di convivenza solidale che si fanno unità, intreccio di spazi condivisi e di mani creatrici.
Dagli usci piccoli spiragli si proiettano su instabili salite logorate dagli anni; ogni cosa appare immobile e sospesa alle soglie del tempo.
Qua e là si colgono timidi segni di presenze appena accennati.
La scoperta improvvisa dei tenui bagliori del bosco tra le case si mescola al debole segnale di un lampione.
Un balcone apre le braccia sull'universo, ostinatamente una pianta si aggrappa a sopravvivere come in attesa della primavera rigeneratrice.
Le pietre, quasi irreali, trasudano ricordi, tradizioni e la nostalgia di volti perduti; è l'essenza stessa della vita che si trasforma in una girandola di colore e risolleva le sorti di animi feriti.

Giusy Lessio, Maurizio Pellegrinet